InnovAction Stories: Stefano Salvucci, “Prima di tutto devi lavorare su di te”

giugno 5, 2015
Silvio Gulizia
Stefano Salvucci
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Stefano Salvucci, 24 anni, alumno di InnovAction Lab 2011, ha lavorato per due anni come sviluppatore back end per la startup CircleMe, e da poco lavora in Tascout.

Quando ho deciso di seguire il corso di InnovAction Lab ero al secondo anno della triennale. Ho visto la presentazione su Facebook e me ne sono innamorato. Ho vissuto un’esperienza stupenda, anche se a posteriori penso di averla fatta troppo presto. Le mie doti di programmatore non erano granché e il mio team non ha avuto molto successo, ma da quel momento la mia vita è cambiata.

Il mio team aveva un progetto basato sulla gamification, per consentire di applicarla su piattaforme già esistenti in maniera semplice e veloce, ma non siamo riusciti a sviluppare la parte tecnica come avremmo dovuto. Finito il corso abbiamo deciso di non proseguire con la nostra startup. Personalmente, mi sono reso conto delle tante mancanze che avevo e ho capito che avrei dovuto prima lavorare sulle mie competenze, altrimenti non sarei stato in grado di andare da nessuna parte.

Dopo InnovAction Lab sono andato a Londra per la tesi, che ho svolto con Davide Palmisano. Il contatto l’ho trovato tramite quello che era stato il nostro mentor Mario Lanzillotta. Ed è così che ho iniziato a rendermi conto di quelli che sono alcuni dei vantaggi di fare parte di un gruppo come quello degli innlabber.

Conclusa quella esperienza mi sono messo a cercare lavoro. Spesso sul nostro gruppo segreto in Facebook vengono postate offerte di lavoro e in un paio di casi mi ero candidato. Un giorno Augusto ha postato nel gruppo Facebook la posizione aperta per CircleMe, ma non credevo di essere adeguato quindi non mi sono mosso. Ero nel mood “non so fare nulla” e mi rendevo conto di dover iniziare a lavorare. La triennale infatti non ti fa mettere mano sul codice e io ero ancora lì al punto di partenza. Fu Augusto a contattarmi chiedendomi se mi fossi candidato per CircleMe e a farmi poi un’intro con il founder. Così sono andato a Milano e ho iniziato a lavorare con loro. Dopo un anno sono tornato a Roma ed ho lavorato per quasi un anno da remoto.

Dopo InnovAction Lab è cambiato il mio modo di affrontare le difficoltà. Oggi vedo i problemi come sfide che si possono risolvere con modi e strumenti giusti. Prima invece non ero mai convinto di essere in grado di farcela. Aver frequentato InnovAction Lab mi ha permesso di conoscere tante persone che hanno la mia stessa voglia di fare. Non pensavo ce ne fossero così tante e così in gamba, perché all’università non ne incontri molte così.

Tanto di quello che ho imparato oggi mi torna utile anche nelle piccole cose, come candidarsi per una posizione di lavoro, scrivere un cv, preparare una presentazione o sostenere un colloquio. È come se dentro di me qualcuno avesse acceso un interruttore.

Oggi faccio un lavoro e mezzo e sto continuando a studiare. Oltre a CircleMe ho collaborato anche con una startup di Londra con cui mi ha messo in contatto Davide. A Milano ho iniziato a partecipare agli eventi di Coderdojo, durante i quali si insegna ai bambini a programmare, perché una cosa che mi piace tantissimo è condividere le mie competenze con le altre persone.

Continuo a frequentare il mondo delle startup perché non mi piace la grande azienda dove hai poco potere decisionale, sfide minori e sempre identiche a se stesse. Ho partecipato a una decina di hackathon e in uno di questi ho incontrato Marco Casario che mi ha dato la possibilità di fare il mio primo webinar su Ruby on Rails. Ora tramite Codemotion Training sto affinando le mie competenze tecniche in cerca sempre di nuove sfide.

Sono arrivato a Tascout grazie al network di persone che mi sono creato durante gli ultimi 2-3 anni. Qui mi occupo un po’ di tutto anche se ufficialmente dovrei lavorare sul backend, ma nelle startup è così.

 

Scritto da:

STEFANO SALVUCCI

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